Lo svezzamento, un periodo delicato

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Svezzamento, una parola semplice, dietro cui si nasconde un mondo talvolta delicato, che indica il passaggio da una situazione di totale dipendenza a una di parziale indipendenza.  Questo particolare periodo viene fatto coincidere generalmente con il sesto mese di vita del bebè e rappresenta l’introduzione nell’alimentazione del piccolo di cibi solidi e semisolidi, che vanno ad integrare l’alimentazione costituita dal solo latte materno.

svezzamento

Si tratta di un momento delicato nella crescita del bambino, importante per la futura autonomia del piccolo, per la sua psicologia e per l’acquisizione di tutta una serie di comportamenti nuovi; la madre potrà continuare ad allattare al seno il suo bebè, ma nell’ottica dell’emancipazione e del futuro distacco, senza ritardare il naturale sviluppo. Il latte, infatti, costituisce ancora il 50% dell’alimentazione, almeno fino al primo anno di vita.

Il bambino può iniziare a entrare nel regime alimentare degli adulti fin dai primi periodi dello svezzamento, se le abitudini alimentari della famiglia sono corrette e sane; sicuramente non saranno indicate le diete ricche di cibi fritti, grassi animali, salse, cibi piccanti e dolciumi. Il bambino per crescere forte e sano avrà bisogno di un’alimentazione equilibrata, ben bilanciata, fatta principalmente di cibi cotti a vapore, bolliti o al forno. Sarà comunque compito del pediatra, fornirvi al momento opportuno, consigli e indicazioni da seguire con accortezza.

Vediamo ora alcune indicazioni:

Le cose da “non fare” per un corretto svezzamento del bambino:

  • Non fare uso di sale da cucina.
  • Non utilizzare lo zucchero.
  • Non somministrare bevande zuccherate.
  • Non offrire al bambino cibi fritti, grassi, o conditi con il burro; l’unica cosa adatta in questo stadio è l’olio extravergine d’oliva.
  • Non esagerare con i cibi ad alto contenuto proteico.
  • Non eccedere con l’uso di formaggi e formaggini, poiché appesantiscono il metabolismo del piccolo.
  • Se avete allattato in modo artificiale, evitate di aggiungere nel latte del biberon biscotti o creme. Se avete allattato al seno, non iniziate a somministrare al piccolo biberon con latte e biscotti.
  • Non è necessario posticipare l’introduzione nella dieta di pane e minestrine, poiché in caso di eventuali reazioni allergiche  al glutine, sarà importante diagnosticarle fin dall’inizio.
  • Non è indicato offrire al bambino solo “pappette”, cioè proporre un’alimentazione fatta esclusivamente di cibi frullati.

 

Cosa “fare” per un corretto svezzamento:

  • E’ consigliato inserire gli alimenti nuovi un po’ per volta, ad esempio uno ogni tre -quattro giorni, per poter individuare eventuali allergie del piccolo.
  •  Offrire al bambino cibi sminuzzati, e in parte frullati, poiché il piccolo non dispone ancora di un numero adeguato di dentini per la masticazione.
  • Offrire al piccolo vegetali cotti e accuratamente tritati come patate, carote, zucchine, sedano, cioè quelle comunemente usate per il brodo vegetale.
  • Offrire al bebè frutti frullati come la mela e la pera, da somministrare a fine pasto o come merenda.
  • Fin dall’inizio potete inserire nel regime dietetico i cereali con o senza glutine, come semolino, crema di riso, tapioca o crema multi cereali.
  • Le carni indicate, omogeneizzate, sono quelle bianche come il coniglio, il pollo e il tacchino.
  • Per quanto riguarda il pesce date la precedenza ad alimenti tipo nasello, trota e platessa, per poi proseguire con il salmone. Generalmente s’introduce il pesce nella dieta a partire dall’ottavo mese.
  • Per dissetare il bebè utilizzate solo acqua naturale.

I nuovi cibi proposti al bambino potrebbero non essere accolti fin da subito positivamente, in questo caso sarà cura della madre o chi per lei, cercare di proporli nella maniera ottimale. In caso di rifiuto non sarà opportuno insistere, ma piuttosto riproporre l’alimento qualche giorno dopo.

Talvolta, specialmente nelle fasi iniziali dello svezzamento, il bambino non gradisce la pappa non solo per una questione di sapore, ma anche per abitudine, poiché l’uso del cucchiaino è ben diverso dall’assunzione di cibo attraverso la morbida tettarella o il seno materno.

Sarà necessaria molta pazienza, affinché il piccolo percepisca nell’atto della nutrizione, la stessa rassicurante cura, che percepiva durante l’allattamento.

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