Allergie neonati: una nuova ricerca su come diminuire i rischi

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Le allergie neonati sono un problema che preoccupa tutti i genitori. Negli ultimi anni infatti sempre più bambini manifestano questo tipo di problematiche, ma alcune accortezze possono fare la differenza. A dimostrarlo è una recente ricerca che offre uno spunto a tante mamme e papà. Lo studio è stato presentato al consueto congresso dell’American College of Allergy, Asthma & Immunology di Seattle nel novembre 2018 ed evidenzia come la pulizia del ciuccio con la saliva della mamma esponga il neonato ad un minor rischio di sviluppare allergie. Vediamo di capire qualcosa in più su questa recente scoperta.

I legami fra allergie, ciuccio e flora intestinale

Il modo di pulire il ciuccio, secondo la ricerca, è determinante perché attraverso questo gesto così spontaneo e ricorrente la mamma trasferisce batteri buoni che proteggono il bambino dalle allergie.

La connessione fra ciuccio, flora batterica intestinale e allergie quindi si fa più forte e apre le porte a nuove considerazioni. Da una semplice accortezza come quella legata alla pulizia del ciuccio che si svolge decine di volte in una giornata quindi può dipendere un aspetto importante del futuro del bambino.

La ricerca allergie neonati

Lo studio ha analizzato mamme e bambini di Detroit da gennaio 2014 ad agosto 2016, prendendo in esame quelli che vengono chiamati indicatori Maap (microbi, allergie, asma e animali domestici). L’obiettivo era comprendere se differenti metodi di pulire il ciuccio a 6 mesi di età del bambino potessero denotare differenze nelle IgE, gli anticorpi presenti delle reazioni allergiche, durante il primo anno e mezzo di vita del piccolo.

Il campione composto da 128 mamme ha confermato l’uso del ciuccio al 50%.  Alcune lo sterilizzavano, altre lo lavavano accuratamente utilizzando acqua calda mentre solo 9 mamme (cioè il 12% del gruppo) lo puliva con la propria saliva. La sorpresa è stata verificare come i bambini che facevano parte di questo gruppo di mamme che puliva il ciuccio con la saliva avesse fra i 10 mesi e i 18 mesi livelli di IgE inferiori agli altri bimbi. La differenza è davvero notevole: 6.8 il valore di IgE in questi bambini, mentre 109 di IgE nel resto del gruppo. Va considerato che generalmente il livello di IgE a 18 mesi dovrebbe attestarsi su un valore di 15, quindi 109 si discosta molto dalla media e conferma il trend che vede bambini sempre più allergici.

Futuro delle allergie neonati

Questo studio ancora non basta per provare la relazione tra abitudini della mamma nell’uso del ciuccio e una riduzione determinante dei livelli di IgE nel neonato, ma è un buon inizio. Di sicuro però solleva il fatto che il contatto del piccolo con microbi buoni possa ridurre il rischio di allergie neonati. I ciucci sterilizzati o lavati con acqua calda, non esponendo a batteri, invece non portano a questo tipo di beneficio. Una flora batterica più popolata e ricca sembra infatti il motivo di valori di IgE minori. Nonostante già in passato uno studio svedese fosse già arrivato alle stesse conclusioni servono ulteriori ricerche per fare luce in un campo così interessante e ancora poco esplorato. In tutti i casi questo studio rappresenta un tassello in più che conferma ancora una volta l’utilità di microbi buoni, come nell’allattamento.

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