L’ombelico puzza? Cause e soluzioni all’onfalite

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Una delle principali preoccupazioni di tutte le neomamme è la cura del moncone ombelicale. Quest’ultimo generalmente cade nel giro di 7-10 giorni e nel frattempo i genitori hanno il compito di pulire, disinfettare con alcool e avvolgere con garzine sterili il moncone. Cosa fare però se l’ombelico puzza? Scopriamolo assieme.

L’ombelico puzza? Ecco cosa fare

Che il moncone risulti un pochino maleodorante è del tutto normale. Se la puzza è persistente, invece, può essere il sintomo di un’infezione in corso, che nel caso dell’ombelico infiammato prende il nome di onfalite. Quest’ultima si manifesta con una abbondante secrezione purulenta e maleodorante che fuoriesce dall’ombelico che puzza.

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Cause

Generalmente l’onfalite è una conseguenza di infezioni polimicrobiche. I patogeni coinvolti sono:

  • Staphylococcus aureus
  • Klebsiella pneumoniae Streptococcus pyogenes
  • Proteus mirabilis
  • Escherichia coli

La caduta del moncone ombelicale, con conseguente fuoriuscita di sangue dall’ombelico, rappresenta una possibile porta di ingresso per i batteri. Generalmente l’onfalite è il risultato di un mix di infezioni dovute a patogeni differenti e difficilmente è provocata da una sola specie di batteri.

Sintomi

I sintomi più ricorrenti di questa infezione sono ombelico rosso, eritema, dolore ed edema. L’ombelico puzza e il neonato manifesta molte volte febbre, tachicardia, ittero e ipotensione. Da non dimenticare, inoltre, possibili manifestazioni di sepsi, embolizzazione settica e nei casi più gravi anche morte. L’ombelico arrossato può essere considerato il chiaro sintomo di un’infezione in corso e in caso di neonati prematuri può comportare la manifestazione di ipotensione e difficoltà ad alimentarsi.

Trattamenti

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L’ombelico puzza: cosa fare?

L’ombelico neonato è molto delicato e per questo motivo è importante trattarlo nel migliore dei modi, chiedendo il parere del proprio medico. Le cause di questa infezione, infatti, sono quasi sempre di origine batterica e per questo motivo è opportuno utilizzare un apposito trattamento che generalmente vede la somministrazione di farmaci per via topica oppure antibiotici.

Per prevenire l’onfalite nel neonato si consiglia di applicare delle sostanze antisettiche e antibiotiche a base di bacitracina o sulfadiazina d’argento direttamente sul moncone ombelicale.

Possibili complicanze

Quando l’onfalite non viene adeguatamente curata possono verificarsi delle complicanze. Queste situazioni si verificano molto raramente e si manifestano con ecchimosi, lesioni cutanee, buccia d’arancia e ombelico sporco. In queste circostanze vi è il coinvolgimento di più patogeni nell’infezione e in casi molto sporadici l’infezione ombelicale può finire per coinvolgere tutta la parete addominale.

Diagnosi e terapie

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Ombelico puzza: diagnosi e terapia

Se l’ombelico puzza può essere opportuno fare una diagnosi. Questa viene svolta tramite l’osservazione medica del moncone ombelicale; l’accertamento diagnostico si ottiene tramite analisi del sangue e biopsia di un campione. In caso di accertata presenza di onfalite, quindi, il neonato può essere sottoposto ad una terapia antibiotica specifica. Le penicilline, ad esempio, sono particolarmente indicate per il trattamento dell’onfalite lieve sostenuta da Staphylococcus aureus, mentre gli aminoglicosidi rappresentano la terapia perfetta per le infezioni da gram negativi. L’utilizzo di antibiotici nella cura dell’infezione dell’ombelico nel neonato deve protrarsi all’incirca per 10-15 giorni, prendendo in considerazione la natura e la gravità dell’infezione.

A questo punto abbiamo scoperto che se l’ombelico puzza – in modo eccessivo rispetto alla normalità – è un chiaro sintomo di onfalite. In questa circostanza è importante pulire e medicare in modo appropriato l’ombelico neonato. Tra le varie attenzioni, può essere utile l’utilizzo di pannolini lavabili. Non resta quindi che tenere sott’occhio la situazione ed eventualmente intervenire in modo rapido ed efficace.

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